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Mettersi in
rete e imparare da altre esperienze
Una ricognizione di esperienze internazionali affini a questa
è servita a meglio interpretare il tema scelto e a farsi
bene influenzare da suggestioni e spunti progetuali. I materiali
che seguono sono stati anche resi pubblici e consultabili tramite
la mostra green action, visibile i giorni del mercato.
(alcuni
pannelli della mostra).
La ricognizione ha avuto anche un seguito ‘locale’,
tramite l’esplorazione, la conoscenza diretta e il coinvolgimento
di esperienze milanesi che lavorano sul tema della cura del verde
promossa dai cittadini. La raccolta di materiali e la costruzione
di una mappa che restituisce la localizzazione e la diffusione di
queste esperienze è stato un primo modo per costruire e sostenere
una rete di realtà e progetti di partecipazione attiva degli
abitanti, nella quale il progetto Wild Island si inserisce.
Wild
Island
"Wild Island è un luogo che nasce per condividere
delle esperienze, è un luogo dove le differenze coabitano
e dove si sviluppa un senso di appartenenza."
Altre esperienze di autorganizzazione del verde a Milano
- L'Associazione
Quarto Oggiaro Vivibile
- Orti del tempo
libero, Boscoincittà, dal 1974
- “Orto semplice”,
carcere di Opera, dal 1991 al 1995
- Giardini S. Pertini,
dal 1992
- “Il giardino
degli aromi “, ex- O.P. Paolo Pini, dal 2001
- L’orto biodiverso
, Parco Trotter, dal 1998
Mercati urbani dal produttore al consumatore
I mercati bio dal produttore al consumatore sono diffusi in molte
grandi città. Come il mercato del sabato di Prenzlauerberg,
nato tre anni fa in un quartiere di Berlino Est, ora rimesso a posto
da studenti, artisti e giovani famiglie. Raccoglie soprattutto coltivatori
diretti (spesso ex abitanti di città) provenienti dalla vicine
campagne. L'iniziativa ha avuto un grandissimo successo e cresce
di settimana in settimana, funzionando anche come punto di incontro.
A nord di Dublino, nel Chilternan market, l'atmosfera è completamente
differente: è un mercatino di paese riservato a chi proprio
non vuole perdersi la classica marmellata della nonna, addirittura
senza etichetta e regolamentata quasi esclusivamente da un rigido
buon senso e dalla vanitosa competizione tra gourmet di provincia.
La domenica mattina i visitatori aspettano di poter entrare nella
grande sala del gusto: mamme con bambini e con cestino in vimini
stile cappuccetto rosso attendono trepidanti per trovare ingredienti,
piatti pronti per il brunch della domenica o per un'occasione speciale.
Torte, plumcake, uova fresche, marmellate con frutti di bosco locali.
- Anacostia Farmers
Market, Washington D.C., dal 1999
- Ferry Plaza Farmers’
Market, San Francisco, dal 1990
Giardini di comunità
I giardini di comunità sono iniziative autopromosse dagli
abitanti di un quartiere per il riutilizzo di parti abbandonate
del quartiere: brani di aree ferroviarie, lotti interclusi, pezzi
di verde ridotti a discarica. Sono serviti a costruire nuovi spazi
pubblici, a produrre ortaggi, ad integrare e valorizzare le diverse
culture in contesti spesso multietnici.
L’esperienza più eclatante è quella di New York,
dove esistono oggi più di 750 giardini di comunità,
totalmente autogestiti. I giardini hanno portato alla città
172 spaventapasseri, molti dei quali cambiano abito a seconda delle
stagioni, murales di ogni tipo, corse in carriola per i bambini
(più di 800 ragazzi vi hanno partecipato solo nel 1997).
Molti giardini sono oggi in pericolo, attaccati da progetti di sviluppo
e difesi strenuamente dagli abitanti.
- Alice Griffith Community
Garden, San Francisco, dal 1983
- Clinton Community Garden,
New York city, dal 1977
- Green Guerillas,
New York City, dal 1973
Fattorie urbane
Molto diffuse in Gran Bretagna, solo a Londra ce ne sono una decina.
Le fattorie urbane portano gli animali in città, fanno vedere
ai bambini da dove viene il latte, come si fa a fare il formaggio,
e che i conigli e i maiali non sono solo disegni sui libri. Sono
occasioni per aggregare, per fare formazione, semplicemente per
divertirsi e scombinare il paesaggio.
A Spitalfields, un quartiere popolare e fortemente connotato etnicamente,
una city farm ha portato mucche ed altri animali a pochi passi dagli
uffici della City, una delle capitali finanziarie mondiali.
- Spitalfields
City Farm, Londra, dal 1978
- Stapleton urban farm,
Denver-Colorado-USA, dal 1998
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